Daanan. Il destino degli uomini

Copertina Daaanan. Il destino degli uomini di Jordan RIver

Daanan. Il destino degli uomini è il primo libro di una serie, non ancora conclusa, di sei volumi scritta da Jordan River, edita dalla Dark Zone Edizioni e nata da alcune idee sviluppate, inizialmente, per un gioco di ruolo.

Il lettore viene trasportato in un mondo fantasy dal taglio classico, dove gli esseri umani si stanno poco a poco riprendendo da una misteriosa catastrofe, la Caduta.

Trama

Secondo le leggende, sarebbe colui che veglia e protegge la Foresta nordica dai pericoli e dagli invasori, incarna il fiero spirito del grande cervo settentrionale.

Ryan è un avventuriero arrivato a Prime, la capitale del nuovo Impero creato dagli uomini, in cerca di lavoro. Appena varcate le mura, il ragazzo impedisce che un vecchio subisca un borseggio, scoprendo solo in un secondo momento che l’uomo è uno dei Senatori dell’Impero, Sirio.
Per ringraziarlo, l’uomo prende il giovane al suo servizio, almeno finché questi non troverà un nuovo lavoro.

Contrariamente ai programmi, però, Ryan rimarrà al servizio del Senatore: l’Imperatore, infatti, chiederà a Sirio di raggiungere l’Abisso e convincere Lady Lilith, la Principessa del Nord, ad accettare una proposta di matrimonio dell’erede al trono dell’unico altro Regno umano sopravvissuto alla Caduta: Kallispar.

Da questo momento comincerà il viaggio di Rynar come scorta e guardia del corpo.

Personaggi

Dalle mie labbra sentirai molte cose, verità che dovrai imparare a tacere con tutti…

Ryan è il protagonista della storia. È un personaggio con un passato misterioso, sicuro di sé e con una grande esperienza alle spalle. Durante il corso della storia vengono date poche informazioni su di lui e questa mancanza, se da una parte incuriosisce il lettore e lo spinge a continuare la lettura, d’altra lo fa sembrare fin troppo piatto.
Oltretutto, si sente la mancanza di obiettivo dietro le sue azioni e questo fa sembrare il personaggio molto passivo, in balia degli eventi che lo circondano.

Lady Lilith è la principessa del Regno del Nord e vive nella Cattedrale costruita sul limitare dell’Abisso. Alleata dell’Imperatore Aeon Prime, è una donna che nasconde molti segreti, tanto sicura di sé da risultare altezzosa. Si scopre qualcosa in più su di lei solo alla fine del primo volume, talmente tardi che la scoperta lascia al lettore più domande che risposte.
Quello che ho apprezzato, però, è il fatto che non sembri solo la classica principessa da salvare e che dietro le sue decisione ci sia uno scopo, anche se non si riesce ancora a capire quale.

Il Principe Laris è il primogenito dell’Imperatore Aeon Prime. Al contrario di suo padre, cresciuto sui campi di battaglia, è un ragazzo pacato e per nulla avvezzo ai combattimenti. Su ordine del padre, si dirige a Nord con una piccola legione capitanata da Lord Upyr, per apprendere dal veterano i segreti del comando.
Al contrario di gran parte dei personaggi della storia, Laris è giovane e inesperto e questo gli permette affrontare una crescita durante il corso della narrazione, anche se minima.

Lord Upyr è sicuramente il personaggio che più mi ha colpito all’interno della storia per la grande aura di mistero che lo circonda. Sembra avere un profondo legame con Lady Lilith e delle capacità magiche, di cui non si sa nulla, oltre a grandi abilità come combattente.

In generale, i personaggi di questo volume (e non solo quelli secondari) sono appena accennati, soprattutto caratterialmente. Quello che si conosce di loro è dato solo dalle loro azioni e da qualche breve spiegazione. La mancanza di un’analisi più approfondita li fa sembrare un po’ troppo piatti.

Conclusioni

Quasi distaccata dalla realtà, l’unico modo che aveva per comunicare con il resto del mondo era stato attraverso la sua abilità impressionante nel disegnare.

Daanan è un romanzo carino, che tuttavia non mi ha fatto impazzire.

Lo stile è semplice, scorrevole, la storia piacevole ma con qualche piccola ingenuità, come l’inserimento di un mercante che si chiama esattamente come l’autore.
In realtà, non è stata la decisione di Jordan River di “inserirsi” all’interno della sua storia a non piacermi, anzi. Il problema, in quel caso, è stato quello di creare un personaggio che appare e scompare senza avere alcuna utilità ai fini della narrazione. Se fosse stato un personaggio, sempre secondario ma con un senso d’esistere, avrei trovato la decisione dell’autore più simpatica.

L’ambientazione sembra molto classica e ancora poco si sa delle caratteristiche del mondo e della sua magia, così come di tutto il resto in realtà: la trama pare ridursi a una serie di viaggi non conclusi (uno perché non è arrivato a una conclusione, l’altro perché in realtà apre una serie di domande invece di dare qualche risposta).
Non si ha un crescendo della storia, non si ha un vero e proprio punto di arrivo, non si ha uno sviluppo dei personaggi e nemmeno un approfondimento, loro o dei loro scopi: sembra che questo primo volume sia unicamente un’introduzione ma non si sa ancora bene di cosa.
Persino il protagonista si limita a fare ciò che gli viene chiesto, facendolo risultare troppo passivo e trasportato da gli eventi, come detto poco sopra.
Tutto questo, penso sia causato dalla decisione editoriale di dividere il manoscritto originale in due volumi distinti, una scelta che non ho ben compreso.

Una nota molto positiva, invece, è la capacità dell’autore di incuriosire il lettore, come già detto, svelando i suoi personaggi poco a poco.
Spero che i prossimi libri della saga riescano a dare un respiro più ampio e approfondito su tutti gli aspetti del mondo di Daanan e svelino personaggi più profondi, sfaccettati e complessi, con scopi potenti a guidare le loro azioni.

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