Il delta di Venere

Copertina Il delta di Venere

 

Il delta di Venere è una raccolta di racconti erotici scritta da Anaïs Nin nel 1940, ma pubblicata solo nel 1977. La stesura di questi racconti era stata commissionata da un collezionista anonimo a Henry Miller, ma l’uomo rifiutò l’impiego, girandolo all’amica che aveva bisogno di denaro.

I quindici racconti variano per lunghezza e argomenti e sono pochi i personaggi che ricompaiono all’interno del volume. La descrizione esplicita della sessualità e la visione femminile di ogni tematica trattata sono gli unici punti in comune di tutta la raccolta.

Nei diversi racconti, l’autrice si occupa di tante tematiche diverse, di argomenti che per l’epoca erano tabù; scrive delle tante sfumature dell’eros ma anche dei lati più cupi degli esseri umani passando dal voyerismo, all’infedeltà coniugale, dall’omosessualità all’incesto, contemplando anche la violenza sessuale e la pedofilia, riuscendo però a farlo con delicatezza e con uno stile raffinato.
La carica erotica dei racconti in alcuni casi, soprattutto quando gli argomenti trattati sono più forti, diventa disturbante, ma lo stile non perde mai il tocco fine dell’autrice.

La cosa più incredibile è pensare che questa raccolta sia nata per un committente che chiedeva racconti asettici, senza sentimento, costringendo quindi Anaïs a venir meno a se stessa, alla convinzione che anima e corpo fossero un tutt’uno e che il sesso non potesse essere slegato dalle emozioni, dai desideri e dalla vita. Nonostante ciò, ogni racconto che compone Il delta di Venere mantiene una eleganza che non fa che accentuarne la sensualità.

Parere Personale

Componenti intellettuali, fantasiose, romantiche, emotive. Questo è quel che conferisce al sesso la sua struttura sorprendente, le sue trasformazioni sottili, i suoi elementi afrodisiaci.

Il delta di Venere è un libro che non piacerà a tutti. Un po’ perché l’erotismo è facile che venga recepito in maniera diversa da ognuno, ma soprattutto perché è cambiato nel tempo il nostro modo di leggere ciò che riguarda il sesso.
Negli anni quaranta, quando i racconti sono stati scritti, l’autrice voleva mostrare una caricatura della sessualità, il sesso come mera “descrizione clinica” perché era questo che il suo committente desiderava.
Negli anni settanta, quando la raccolta è stata pubblicata ha suscitato scalpore, tanto da rendere Anaïs Nin una delle donne più controverse del Novecento.
Oggi, invece, potremmo definire alcuni di questi racconti ingenui, potremmo considerare lo stile troppo ricercato ed elegante per ottenere l’effetto per cui inizialmente erano stati narrati.

Eppure, tutte queste storie dovrebbero essere considerate su di un altro piano, rispetto alla sola lettura fisica. Sono racconti che portano alla luce i desideri dell’animo umano, anche quelli più nascosti e inaccettabili. Sono racconti che uniscono ciò che viene considerato volgare alla poesia, proprio grazie allo stile di scrittura di questa autrice, e per quanto si senta la mancanza di quei dettagli e di quelle descrizioni che potrebbero rendere davvero viva l’atmosfera dei racconti, non si può negare che il punto di vista dell’Eros sia fortemente femminile. Dall’adolescente alla prostituta, sono sempre le donne gli unici personaggi che spiccano e si distinguono tra le righe.

Il delta di Venere è una lettura che non ho apprezzato pienamente più che altro perché non è un genere che amo leggere di solito: preferisco storie con trame più complesse e mondi ben delineati, avventure e intrighi, libri con più azione e con personaggi più approfonditi. Se non si è abituati a leggere racconti brevi, a saltare tra situazioni e ambientazioni diverse, a concentrare lo sguardo su protagonisti sempre nuovi, leggere questa raccolta di racconti può essere ancora più pesante.

Tuttavia, non si può negare che si tratti di un libro complesso, da leggere almeno una volta. Non è per tutti e per poterlo comprendere a fondo bisogna essere disposti a capire il tempo in cui è stato scritto, la società in cui ha avuto origine e i paletti dietro il quale è nato, un po’ come qualunque grande classico.

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