Il miniaturista

Copertina Il miniaturista

Il miniaturista è un romanzo scritto da Jessie Burton ed edito da Bompiani nel febbraio 2015. L’autrice trasporta il lettore ad Amsterdam, nel tardo XVII secolo, una città meravigliosa ma schiacciata tra il potere politico dei Borgomastri che la governano e quello religioso della chiesa protestante.
Il denaro è il sangue pulsante della città e le famiglie dei mercanti sono le più ricche del continente, ma dietro le porte delle loro case si celano segreti che potrebbero distruggere tutta questa ricchezza. 

La storia de Il miniaturista parla proprio di una di queste grandi famiglie e della vita privata delle persone che la compongono, dei “peccati” che vengono accuratamente nascosti agli occhi indiscreti dei vicini, ma non solo: l’autrice, attraverso i suoi personaggi, ci mostra la condizione delle donne benestanti dell’epoca e la loro libertà solo apparente in un mondo che si reputa civilizzato. 

Trama 

Fondata sul rischio, Amsterdam adesso brama la sicurezza, un passaggio nitido lungo la via della vita, difende l’agio del suo denaro con obbedienza cieca. 

Petronella Oortman, per sua madre Nella-tra-le-nuvole, è una giovane sposa arrivata ad Amsterdam dalla campagna. Appartiene a una delle più vecchie famiglie olandesi, ma il padre ha sperperato tutti i loro averi nelle taverne e alla sua morte la madre della giovane ha dovuto far fronte a numerosi debiti. Cercando di offrire un futuro alla figlia, la donna l’ha data in sposa a uno dei più ricchi mercanti di Amsterdam, Johannes Brandt. 

L’uomo tuttavia, non solo non sembra intenzionato a svolgere i suoi doveri coniugali, ma neanche sfiora la giovane sposa. L’unica attenzione nei suoi riguardi è il regalo di matrimonio che commissiona per lei, uno stipetto che contiene la rappresentazione in miniatura della loro casa.
Nella rimane offesa dal dono e stranita dalle abitudini che vigono nella sua nuova famiglia: dalla freddezza della sorella del marito, Marin, che si occupa di gestire la casa e sembra interessata unicamente a mostrare al mondo la sua devozione a Dio, dall’insolenza della cameriera, Cornelia, e dall’aspetto esotico di Otto, il maggiordomo dalla pelle color del carbone. 

Più la giovane Nella cerca di venire accettata in quella famiglia, più in realtà si sente sola e isolata, allontanata dai segreti che ognuna delle persone con cui è costretta a vivere cerca in ogni modo di mantenere nascosti. La sua unica libertà sembra data dall’ordinare e dall’aspettare l’arrivo delle piccole miniature che le vengono recapitate a casa da un artigiano senza volto, che le danno consolazione e allo stesso tempo la spaventano, non solo per la loro verosimiglianza, ma soprattutto perché il miniaturista sembra spiare i più intimi segreti degli abitanti di quella casa, segreti di cui nessun altro è a conoscenza. 

Personaggi

Come moglie di un mercante di alto rango della VOC, non mi lascerò intimidire da un artigiano. 

Nella è la giovane protagonista di questo romanzo. È un personaggio che si evolve durante la storia, iniziando come una ragazzina insicura, timida, quasi incapace di far sentire la sua voce, fino a diventare l’unica in grado di gestire quello che rimane della casa dei Brandt. In questo cambiamento, il miniaturista è una figura fondamentale che la sfida, mettendole davanti agli occhi la verità che lei non riesce a vedere, una verità che non riguarda solo i segreti della casa, ma anche la sua condizione nella città. Tuttavia, il vero cambiamento della giovane si ha solo quando riesce a separarsi da questo “mentore” invisibile e la giovane comincia a trovare la sua strada da sola, anche se nello stretto spazio lasciatole a disposizione dalla società. 

Johannes è il marito di Nella, un uomo che sembra avere a cuore unicamente il suo lavoro, ma che in realtà nasconde un segreto che potrebbe fargli perdere tutto quello che possiede. Petronella ne verrà a conoscenza, ma nonostante tutto non riuscirà ad abbandonare un uomo a cui ha imparato a voler bene.
Johannes è un uomo dedito al lavoro, con delle idee ben precise e princìpi saldi, che non arriva mai a tradire, neanche alla fine. Nonostante non ami la moglie, prova un profondo affetto per lei, che cresce con il tempo e con il maturare della giovane sposa, arrivando anche all’ammirazione. 

Marin è la cognata di Nella, una donna austera e devota, almeno in apparenza. In realtà, con il suo comportamento, la donna cerca di nascondere segreti molto più pericolosi di quelli del fratello. È il personaggio più sfaccettato, più forte, ma anche quello con più contraddizioni: fino alla fine del romanzo si scoprono piccoli dettagli di lei che la rendono sempre più complessa, sempre più viva, alla ricerca di un’indipendenza che la società di allora non poteva neanche prendere in considerazione per una donna. È il personaggio che ho più apprezzato all’interno del racconto. 

Cornelia è la domestica della famiglia Brandt, una cameriera e cuoca sui generis, il cui comportamento non è proprio quello che ci si aspetta da una donna della servitù. È stata accolta dai Brandt quando era ancora una bambina, orfana e senza prospettive per il futuro. Ha un amore profondo per Marin e Johannes che si allargherà per Nella, della quale diventerà un’amica. La sua esuberanza e la sua curiosità, anche nei confronti dei padroni, mostrano un personaggio pieno di voglia di vivere. Sfortunatamente, le vicende della storia, la costringeranno ad un’involuzione, rendendola fragile e insicura. Si potrebbe quasi dire che la domestica segua un cambiamento inverso rispetto a quello della protagonista. 

Otto è il secondo domestico della famiglia, il maggiordomo. È stato comprato da Johannes in uno dei suoi viaggi per salvarlo dalla schiavitù.  Istruito come un olandese, viene trattato con cortesia, fiducia e affetto nella famiglia Brandt, ma non riesce a non suscitare meraviglia, ribrezzo e diffidenza negli abitanti di Amsterdam che lo considerano alla stregua di un animale. Si tratta di un personaggio silenzioso, schivo, profondamente legato agli abitanti della casa non solo per gratitudine. Tuttavia è, insieme a Johannes, il personaggio meno vivo all’interno della narrazione. 

Il miniaturista è il personaggio più importante dell’intera storia, eppure, allo stesso tempo, quello di cui si saprà di meno. Per tutta la narrazione rimane un’ombra, una presenza attiva ma sempre nascosta, difficile da inquadrare fino alla fine. È il mentore della protagonista, la figura che la spinge ad agire senza mai essere realmente presente, se non attraverso le sue piccole opere d’arte.  

Conclusioni 

OGNI DONNA È ARTEFICE DEL PROPRIO DESTINO 

Il miniaturista è un volume che prende il lettore per mano e lo introduce in una società dove l’apparenza è tutto, dove gli uomini si considerano civilizzati, prescelti, superiori, dove la ricchezza è l’unica cosa che sembra avere importanza. Tuttavia, si tratta soprattutto una storia di donne, perché sono i personaggi femminili quelli che più spiccano all’interno di tutta la narrazione. È una storia di crescita e di presa di coscienza, di amore e di lutto, di sofferenza e di segreti, che spesso imprigionano più delle sbarre di una cella. È una storia che mostra uno spaccato della società nel diciassettesimo secolo dal punto di coloro che non hanno voce, ma che nonostante tutto cercano di ritagliarsi un angolo di felicità nel mondo che le circonda. 

Questo libro è interessante perché per quanto la trama sia semplice, la narrazione nasconde più livelli di lettura e presenta argomenti non facili da trattare, come il desiderio di libertà, l’individualità del singolo, la situazione delle donne nella nostra storia, anche se la figura del miniaturista, il cardine intorno al quale gira la storia e il personaggio che incuriosisce per l’aura di mistero che lo circonda, tende a perdere spessore appena il suo segreto viene svelato. 

Ho apprezzato molto Il miniaturista anche per la scelta dell’autrice di ambientare la storia ad Amsterdam, una città meravigliosa, che però non ha molto spazio in letteratura. Nel complesso è un libro che consiglio, nonostante le vicende non stupiscano troppo e alcuni passaggi della trama possano essere facilmente intuibili, proprio per le riflessioni che questo testo mi ha lasciato e per la forza di alcuni personaggi femminili. 

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