Il Redento

copertina Il redento

Il Redento è un romanzo breve, l’esordio di Tommaso Adiletta, pubblicato dall’editore Augh! nel 2017.

La storia raccontata dall’autore si svolge a Faro, una piccola cittadina del Sud Italia e si sviluppa tra omicidi ed esoterismi, in quello che l’autore definisce un thriller “demoniaco”.

Trama

Angelo è il protagonista delle vicende, un adolescente con grandi doti intellettive che viene preso di mira da alcuni bulli del suo paese. La ricerca di una sua identità, lo spirito di rivalsa e la conoscenza di una sua coetanea, Carmen, lo spingeranno ad unirsi a una setta satanica che ha base proprio a Faro.
Quasi contemporaneamente, l’omicidio di un ragazzo e la sparizione di altre due persone sconvolgerà la cittadina e il prete Gabriele Polvere dovrà aiutare il commissario Ionico, incaricato delle indagini, a scoprire chi si cela dietro alle violenze.

La trama ha delle basi piuttosto interessanti ma sfortunatamente l’autore inserisce troppi avvenimenti in poco più di cento pagine, con il risultato che nessuno risulta ben sviluppato: gli omicidi sembrano buttati nella storia solo per far intervenire il commissario, le motivazioni della setta satanica rimangono poco chiare, lo svolgimento della storia risulta troppo veloce, limitandosi a una serie di esorcismi che non sembrano neanche stancare il prete del paesino.

Personaggi

Sempre a causa della brevità del libro, tutti i personaggi risultano superficiali, persino il protagonista e don Gabriele, il vero fulcro intorno al quale si concentra tutta la storia, sono poco più che macchiette all’interno della narrazione.
In generale, il comportamento di molti personaggi mi è sembrato poco credibile: possibile che un commissario che deve trovare un omicida e due persone scomparse si metta a seguire i ragionamenti di un prete su delle sette sataniche di cui non ha saputo nulla fino a quel momento? Possibile che il parroco di un piccolissimo paese diventi nel giro di poche pagine uno dei più potenti esorcisti mai visti? Possibile che basti una semplice discussione per far ravvedere un ragazzo così arrabbiato da cercare conforto in una setta satanica?

Questi problemi, insieme all’ambientazione appena abbozzata e alla trama poco approfondita, impediscono al lettore di rimanere coinvolto emotivamente dalle vicende.

Conclusioni

Il romanzo di Adiletta è un libro che non mi ha entusiasmato, nonostante, come già detto, abbia delle basi piuttosto interessanti e una scrittura scorrevole.

I problemi più gravi sono proprio la mancanza di approfondimento nella trama e nei personaggi e la brevità del libro che non permette di analizzare nemmeno il concetto di demonologia che è alla base del romanzo.

Chi è appassionato un minimo di esoterismo, si ritroverà a leggere una serie di dettagli sul satanismo prepotentemente contaminati dalla cultura cristiana: per quanto io non sia un’esperta, la mancanza di informazioni più approfondite, da un’idea parziale e distorta non solo del satanismo stesso (del quale verrà mostrato unicamente il lato anti-cattolico perché è quello che serve all’autore), ma anche di culti molto più complessi e lontani dalla nostra esperienza come il voodoo e la santeria.
Per quanto abbia cercato di non giudicare il libro in base alle credenze di Adiletta che sono lontane dalle mie, quest’ultima caratteristica ha comunque contribuito a non farmi apprezzare la storia.

Secondo me, Il Redento, è un romanzo che andrebbe sviluppato in maniera diversa, seguendo due possibili strade: la prima è quella di ampliare il romanzo, approfondendo la trama già creata e i personaggi, in modo da rendere il tutto più coerente, oppure incentrare la storia solo su don Gabriele, eliminando il personaggio, tutto sommato superfluo, del commissario e concentrando l’attenzione sulla parte sovrannaturale della narrazione.

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