La figlia di Odino

Cover La figlia di Odino

 

La figlia di Odino è il primo di tre romanzi che formano il ciclo Raven Rings, scritto da Siri Pettersen e pubblicato in Italia da Multiplayer Edizioni. Dimenticate elfi, nani ed eroi dai poteri straordinari: questa storia, basata sulla tradizione norrena, non ha nulla di classico ad iniziare dalla protagonista quindicenne che non solo non ha nessuna capacità in più rispetto a tutti gli altri abitanti del mondo di Ym, ma addirittura ha qualcosa in meno: la giovane, infatti, non riesce a collegarsi con la magia di questo mondo, il Dono.

Trama

Sei venuta al mondo senza coda, nel cerchio di pietre di Ulvheim,
e non sei capace di evocare.
Non so da dove vieni né chi tu sia, ma dobbiamo andarcene comunque.

La nostra storia inizia con il ritrovamento di una bambina, una creaturina indifesa, lasciata in mezzo ad un cerchio di pietre quasi sepolta dalla neve. A ritrovarla sarà Thorrald, che comincerà ad introdurci il mondo di Ym con le sue leggende in cui si narra di mostri dagli occhi bianchi chiamati Orbi e menskr che fanno marcire le creature che toccano. La bambina è proprio una di queste ultime, una Figlia di Odino, un’umana senza la coda. Thorrald dovrebbe ucciderla, invece non solo decide di prenderla con sé, ma le procura anche delle ferite alla base della schiena, in modo da fare credere a tutti che la piccola abbia perso la coda a causa dell’attacco di un lupo.
La bambina, Hirka, crescerà con Thorrald, apprendendo da lui l’uso delle erbe e diventando presto una guaritrice, ma la sua vita non sarà mai normale: da sempre disprezzata da tutti, le cose precipiteranno quando scoprirà la verità sulle sue origini e sarà costretta a scappare da quelle che pensava fossero solo leggende. Solamente Rime, un amico d’infanzia della giovane, sembrerà essere disposto ad aiutarla ed accettarla nonostante le sue differenze, arrivando a rischiare la propria vita per salvare quella di lei.
Dal momento della morte di Thorrald, Hirka sarà costretta alla fuga, che la porterà in contatto con due differenti nazioni, due diverse mentalità: da una parte Mannfalla, il centro del mondo dove dimora il Consiglio del Veggente, la culla della fede di tutta Ym, e dall’altra Ravnhov, l’ultimo baluardo contro la sete di potere del Consiglio.
La giovane dovrà destreggiarsi tra giochi di potere e fede, tradizione e verità, amore e morte, fino ad arrivare a dover scegliere se sacrificare un mondo che non la vuole oppure perdere per sempre la persona che ama.

Personaggi

Poi sentì le ginocchia colpire il pavimento.
Era caduta. Prima a terra. Poi dentro Rime.
Lì, tutto si trasformò in luce.

Hirka è la protagonista, una ragazza che nel suo quindicesimo anno di vita rimane orfana del padre, Thorrald, un guaritore girovago. Da sempre allontanata e disprezzata da tutti per via della mancanza della coda si ritrova a scoprire che tutto quello che pensava di sapere sulle sue origini in realtà sono menzogne inventate dal padre: lei non è nata a Ym, ed è quello il motivo per cui non riesce a connettersi alla terra ed evocare, usando il Dono.
Hirka è un personaggio con un carattere forte, già piuttosto maturo all’inizio della storia, che si evolve poco all’interno di questo primo volume proprio perché già in possesso di qualità considerevoli, soprattutto data la sua giovane età. È anche la voce narrante principale quindi è attraverso i suoi occhi, le sue conoscenze e soprattutto le sue mancanze che vediamo il mondo di Ym e questo lascia in sospeso molte domande che accrescono la curiosità per i libri futuri. L’unica cosa che non ho apprezzato molto sono alcune delle scelte che la ragazza prende durante il corso della narrazione: ci sono molti momenti in cui Hirka sembra trascinata dagli eventi, dando la sensazione di un personaggio poco attivo nella storia, e momenti in cui le decisioni prese non sembrano supportate da delle motivazioni abbastanza forti o logiche.

Rime è un amico d’infanzia di Hirka. È l’erede di una delle famiglie più importanti di Mannfalla anche se ha deciso di abbandonare il suo ruolo certo nel Consiglio del Veggente per diventare un guerriero. I suoi poteri di evocazione con il Dono sono incredibilmente forti, ma quello che reputo più interessante di questo personaggio è la sua profondità, la sua ricchezza di sfaccettature: è il personaggio che cambia di più nel corso della storia, non solo perché viene messo in discussione tutto quello in cui crede, ma soprattutto perché è il primo a farsi delle domande, scegliendo di seguire la sua coscienza prima di tutto.

Ho apprezzato anche i personaggi secondari, tutti con caratteristiche interessanti e, nonostante qualche piccolo cliché, ben studiate. Persino l’antagonista subisce dei cambiamenti, un’involuzione ben strutturata, coerente con la storia, anche se personalmente non l’ho apprezzata molto.

Nel complesso, tutti personaggi sono piacevoli, anche se non danno quella sensazione di completezza e umanità tipici, ad esempio, dei personaggi creati da Abercrombie.

Conclusioni

Ti troverò.
E ti porterò la verità sul marciume.

La figlia di Odino è un libro che ho apprezzato, con un’ambientazione tra le più interessanti che abbia letto negli ultimi tempi. È il suo punto di forza principale: un mondo così particolare che, nonostante il ritmo tutto sommato lento della narrazione, ti invoglia a continuare la lettura e ti trasporta tra i Cerchi di Pietre e il gracchiare dei corvi.
Una volta arrivati alla fine è impossibile non farsi domande, non voler sapere di più su Ym, le sue leggende e su Hirka e Rime.
Quello che mi ha lasciato più perplessa è quanto poco viene detto del Dono: se la storia fosse completamente raccontata da Hirka, la sua incapacità di “connettersi” a questa magia sarebbe stato comprensibile, ma visto che ci sono alcuni capitoli narrati dal punto di vista di Rime, avrei apprezzato un po’ più di chiarezza. Spero che le spiegazioni vengano date nei prossimi volumi della saga.

2 commenti su “La figlia di Odino

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