Ladri di spade

Copertina Ladri di spade

Ladri di spade è il volume iniziale della saga The Riyria Revelations scritta da Michael J. Sullivan, che contiene i primi due libri -di sei- della serie: La cospirazione della corona e Avempartha. 

Le particolarità che mi hanno convinto ad iniziare questa saga sono state due: la prima perché è stata pensata dall’autore per la figlia dislessica, la seconda perché è una saga che ha trovato il successo dopo essere stata autopubblicata. Ora la casa editrice che ha acquisito i diritti è la Orbit e i volumi di Sullivan sono stati tradotti in quattordici lingue. 

Dopo la crisi economica di Armenia, la casa editrice milanese ritorna a presentare una proposta inedita sul versante fantasy, dopo una presenza nel genere limitata unicamente alla saga di Malazan dei Caduti. 

Trama 

Scivolarono fuori dalla cappella, chiusero la porta e avanzarono lungo il corridoio, verso la camera da letto. 

“Assassini!” 

Nel primo libro, la storia inizia presentandoci i protagonisti, Hadrian e Royce, caduti in un’imboscata dalla quale escono illesi senza neanche sguainare le spade: la fama del loro nome, Riyria, li precede.
I due, infatti, sono famosi ladri e il loro ultimo incarico li porta al castello del conte di Chadwick dal quale riescono a rubare delle lettere che il nobile voleva sfruttare per migliorare la propria posizione sociale. 

Dal terzo capitolo in avanti, si entra nel vivo della storia: i due protagonisti, infatti, vengono assoldati per rubare una spada nel Castello reale di Essendon. Il lavoro è pericoloso e con un preavviso minimo, ma Hadrian decide di accettare per la ricompensa e, soprattutto, per poter aiutare un uomo in pericolo di vita.
Una volta nel maniero, però, i due ladri si rendono conto che non solo non c’è nessuna spada da rubare, ma che qualcuno ha assassinato il re e vuole incastrare loro per l’omicidio. Solo la principessa sembra rendersi conto dell’innocenza dei Riyria e decide di aiutarli a fuggire dalle segrete del castello, a patto che rapiscano suo fratello, il principe Alric. 

Una volta liberi, i due fuggiaschi dovranno decidere se rispettare la parola data alla giovane, oppure limitarsi a pensare alla propria sopravvivenza. 

Personaggi

Tra queste mura sono rinchiuso, mentre il tempo scivola tra le dita della mano, con null’altro se non il suono della mia voce a darmi conforto .

Nei due libri che compongono il volume, Sullivan muove una folta schiera di personaggi, molti dei quali sono poco più che comparse, senza una vera e propria caratterizzazione. Anche i personaggi principali sono molti, e variano nei due libri acquisendo o perdendo importanza: ne La cospirazione della corona, il principe Alric e il monaco Myron hanno una presenza maggiore rispetto al mago Esrahaddon che invece acquisisce spessore in Avempartha, così come la principessa Arista, per quanto in maniera più lieve. 

Anche i due protagonisti, Hadrian e Royce, non risultano ben delineati, salvo per qualche caratteristica distintiva. Ciò nonostante, sono dei personaggi a cui è facile affezionarsi e l’autore lascia intuire che ci sia molto altro da scoprire sul loro conto.
Nel secondo libro, ad esempio, si ottengono maggiori informazioni sul passato di Royce tingendo sotto una nuova luce affermazioni e modi di fare che l’uomo manifesta già nel primo libro. 

Conclusioni 

“Ce l’ho da sempre. Me l’ha lasciato mio padre.” 

Ladri di spade è una storia piacevole, un buon fantasy classico poco impegnativo e senza grandi pretese, ma che incuriosisce il giusto, tanto da indurre a leggere i volumi successivi. 

Il testo ha però delle pecche. Prima di tutto, a fronte di una copertina graficamente molto bella, ci troviamo davanti a un libro pieno di refusi: parole mancanti, parole ripetute, maiuscole dopo le virgole, frasi mandate a capo a metà che interrompono lo scorrere di una narrazione altrimenti pulita e dallo stile semplice. La cosa mi ha davvero indispettito: non è questa la qualità del lavoro che mi aspetto dall’Armenia, soprattutto per un volume che costa diciotto euro. 

Gli altri problemi riguardano per lo più il mio gusto personale, iniziando dall’introduzione che mi ha lasciata piuttosto perplessa. I primi due capitoli, ad esempio, non hanno nulla a che fare con il resto della narrazione: vengono utilizzati per presentare i personaggi e parte delle loro abilità, ma non hanno un vero e proprio legame con gli avvenimenti successivi. Alcune parti, come l’imboscata nelle primissime pagine, mi sono sembrate un po’ ingenue ed in generale non ho condiviso l’utilizzo di punti di vista di personaggi inutili ai fini della trama, solo per creare suspance. 

Un altro problema evidente è la tendenza dell’autore a cadere nell’infodump, ovvero usare il dialogo tra due personaggi per veicolare una grande quantità di informazioni direttamente al lettore. Sullivan cerca di ovviare al problema, sottolineando l’ignoranza del personaggio che le riceve e la memoria incredibile di quello che le sta fornendo, ma rimangono comunque troppe e troppo dettagliate per chi legge. Tale scivolone dell’autore è un peccato perché la storia che Sullivan ha creato per il suo mondo è davvero molto interessante.
Fortunatamente questo inconveniente si riduce drasticamente nel secondo libro, che personalmente reputo migliore, dove inoltre comincia a vedersi in maniera più marcata la trama ad ampio respiro che invece era solo accennata in La cospirazione della corona. 

Per concludere Ladri di spade non è un libro eccelso ma è una storia che si fa leggere senza fatica e regala qualche ora decisamente piacevole. Aspetterò i prossimi volumi, con la speranza che Armenia faccia più attenzione alla qualità dei suoi prodotti. 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *