TEMPO DI LIBRI – Considerazioni

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Dopo due giorni a Tempo di Libri, la Fiera Internazionale dell’Editoria di Milano, ho deciso di fare qualche considerazione personale sull’evento.
In “Programma Tempo di Libri 2018”, avevo parlato della struttura della fiera e della scelta di dedicare ogni giorno ad un macro-argomento diverso.
Oggi invece, mi sembra giusto tirare le somme della manifestazione, andando a considerare cosa, a mio parere, ha funzionato e cosa no.


Il paragone con il Salone del Libro di Torino è difficile da evitare, anche se ho partecipato alla fiera piemontese una sola volta e sono stata più interessata a godermi una giornata di svago che a studiare l’evento con gli occhi di un addetto ai lavori.

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Tempo di Libri e Cartoomics

Un punto a favore degli organizzatori dell’evento milanese è sicuramente quello di aver scelto, quest’anno, di anticipare Tempo di Libri. In questo modo, tuttavia, la fiera dell’editoria si è andata a sovrapporre ad un altro evento piuttosto importante: il Cartoomics.
La scelta di creare questa concomitanza, secondo me, non è stata particolarmente felice, soprattutto considerando che le due fiere si trovano in poli fieristici diversi e distanti: sono propensa a pensare che una buona parte del target dei lettori si sia divisa tra le due, contribuendo a darmi l’impressione che l’affluenza a Tempo di Libri non sia stata alta, almeno non quanta me ne sarei aspettata.
Sicuramente i due grandi padiglioni di Fiera Milano City che sono stati messi a disposizione hanno contribuito ad evitare “l’effetto sardina” ma sono parecchi gli stand, anche di editori di rilievo, che ho trovato poco frequentati.

Case editrici ed espositori

Considerando gli stand, i numeri parlano di una vastissima affluenza, più di 400 espositori. Gran parte dello spazio dei padiglioni è stato assegnato alle case editrici più conosciute e famose, ovviamente.
Questo mi ha fatto riflettere sulle piccole case editrici (CE) che frequentano queste fiere per cercare di farsi conoscere dal pubblico. Molte di queste realtà minori hanno dovuto scegliere se  partecipare a Tempo di Libri o al Cartoomics, perdendo la possibilità di ricevere visibilità da una parte del loro possibile pubblico.

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Incontri sul mondo del libro

Quello che ho apprezzato in Tempo di Libri è stato, invece, la ricca offerta di incontri sull’editoria.
Eventi, interviste e brevi convegni hanno attirato gran parte dei partecipanti alla fiera: molti ascoltatori aspettavano con impazienza l’inizio delle nuove conferenze creando lunghe file fuori dalle sale dedicate che, una volta iniziati i dibattiti, erano spesso piene con tanto di pubblico in piedi o seduto sul pavimento.
Paradossalmente mi è parso che la maggior parte dei partecipanti fosse attratta più da questi eventi che dagli stand e la cosa non mi ha fatto che piacere.

Considerazioni finali

Per quel che mi riguarda, però, posso dare un voto appena sufficiente alla fiera.
Gli incontri ai quali ho deciso di partecipare sono stati ben strutturati e interessanti a livello di contenuti anche se a causa delle tempistiche sono stata spesso costretta a fare le corse per riuscire a non perdermi l’inizio di alcuni convegni.
Anche la varietà degli argomenti trattati mi ha stupito: dal marketing, all’analisi di romanzi, alle interviste con gli autori. Sia come semplice curiosa che come appassionata del settore ho trovato relatori competenti e chiari nelle loro esposizioni, per quanto ogni evento sia stato sviluppato in maniera poco approfondita a causa delle tempistiche.
Se da un lato, quindi, Tempo di Libri ha offerto una vastissima scelta, l’organizzazione dei contenuti e il sovrapporsi degli eventi non hanno permesso di creare dibattiti approfonditi e di poter ascoltare tutte le conferenze di mio interesse.

Per quanto concerne la fiera vera e propria, invece, il mio giudizio non è altrettanto buono.
Ho apprezzato la struttura di alcuni dei grandi stand e la presenza di una piccola area di lettura per riposare, sfogliando i libri acquistati, tuttavia, mi è dispiaciuto vedere come molti dei marchi più conosciuti dell’editoria non abbiano neanche considerato la possibilità di proporre sconti specifici per la fiera.
Da questo punto di vista, Tempo di Libri mi ha ricordato un’enorme libreria.

Anche il fatto che il pubblico sia indirizzato sempre molto verso gli editori più grandi e famosi, degnando appena di uno sguardo le case editrici più piccole mi è dispiaciuto. Almeno dal mio punto di vista, aver relegato le piccole CE nei corridoi più esterni dei padiglioni potrebbe aver influito sull’affluenza ai loro stand.
Paradossalmente, proprio queste piccole realtà che fanno più fatica a fare cassa durante gli eventi erano quelle che hanno applicato diverse offerte, probabilmente per invogliare i lettori a testare qualcosa di nuovo. Molte di loro nascondono proposte particolari, ben curate e di buona qualità ed è un peccato che rimangano così poco considerate.
In soldoni Tempo di Libri non è una buona vetrina per le piccole CE, ma rimane una buona occasione per trasmettere cultura.

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