Wonder

Cover Wonder

 

Wonder è un romanzo per ragazzi scritto da R.J. Palacio e pubblicato da Giunti Junior nel 2013. Il 21 dicembre la storia è approdata nei cinema italiani grazie alla trasposizione cinematografica con Julia Roberts e Owen Wilson. 

Wonder è un libro che introduce ai lettori temi difficili, come la diversità e il bullismo, trasformandoli in una storia di crescita delicata e piacevole, con uno stile di scrittura perfetto anche per gli adulti. 

Trama 

Ecco cosa penso: l’unico motivo per cui non sono normale
è perché nessuno mi vede così 

August è un ragazzino nato con una rara malformazione al viso che lo ha costretto sin dalla più tenera età a sottoporsi a moltissimi interventi di chirurgia plastica. Insieme alle sue precarie condizioni di salute, lo hanno costretto a studiare in casa, seguito dalla madre.
Tuttavia la donna e piano piano tutto il resto della famiglia, spingeranno il ragazzo ad iscriversi in prima media, presso una scuola privata. Per il protagonista non sarà facile integrarsi: persino durante la prima visita della scuola, dove sarà guidato da tre ragazzini che diventeranno suoi compagni di classe, August dovrà fare i conti con il nuovo ambiente, dovrà abituarsi a un nuovo tipo di solitudine e dovrà convivere con gli scherzi dei compagni, con i loro comportamenti che feriscono e le parole bisbigliate dietro le spalle. 

Tuttavia, August imparerà anche che ci sono persone gentili, alle quali non interessa del suo aspetto e che persino quel modo di isolare il diverso, in realtà, nasconde la paura di non essere accettati. 

Personaggi

Non è una gara su quale sia il giorno peggiore. Il punto è che tutti dobbiamo sopportare i cattivi giorni 

August è il protagonista di questo breve romanzo. È un personaggio costretto a convivere con un viso che lo allontana costantemente dalle altre persone ma ormai è talmente abituato agli sguardi che gli vengono lanciati di nascosto, ai visi che si voltano appena lo notano, da non dargli quasi importanza. 

Quello a cui non è ancora abituato sono i comportamenti che i ragazzi della sua età possono arrivare ad assumere quando sono costretti a frequentarlo nel contesto scolastico. Eppure, a parte un piccolo momento di sconforto, August non solo supera tutto questo, ma arriva a ribaltarlo: durante la narrazione, quando si allontana dall’ala fin troppo protettiva dei genitori, il ragazzo spaventato e impacciato, che tiene i capelli lunghi per nascondere il visto, sboccia. La sua dolcezza, la sua allegria, l’autoironia che lo contraddistinguono conquistano poco a poco chi lo circonda.  

La completa mancanza di vittimismo rende August un piccolo eroe con il quale soffrire, gioire, arrabbiarsi, sperare.
 

Conclusioni 

Penso che ci dovrebbe essere una regola secondo la quale tutti nel mondo, dovrebbero avere una standing ovation almeno una volta nella loro vita 

Wonder è un una storia che i ragazzini dovrebbero leggere, perché grazie al punto di vista di August è possibile capire come vive una persona affetta da disabilità. Non è un libro solo per ragazzi, anzi, ma nonostante i temi trattati siano forti, non risultano sufficientemente approfonditi: ne viene appena accennata la parte peggiore.
Anche il lieto fine della storia, la bontà e la gentilezza che superano ogni differenza, è un bellissimo modo di dare speranza ai ragazzi più giovani, ma in molti sapranno che non sempre le cose vanno bene nella vita reale, non sempre si diventa tutti amici e non sempre si smette di essere presi di mira.  

Mi è dispiaciuto anche che non siano stati approfonditi i punti di vista diversi da quelli di August. Wonder è un racconto che si potrebbe definire quasi corale, dove diversi personaggi narrano parti della storia spiegando i loro comportamenti e le loro scelte, creando un breve parallelo tra le loro vite e i loro problemi: si scopre così che ognuno di loro ha le proprie difficoltà, i propri segreti, qualcosa che li fa star male in casa e fuori. Ho apprezzato soprattutto la seconda parte, dedicata alla sorella di August, Via, ma i suoi sentimenti e i suoi pensieri sono rimasti sempre molto superficiali, lasciando un grande “buco” che secondo me meritava di essere approfondito, visto che anche lei “subisce” la diversità del fratello. 

Un unico piccolo problema, riguardo proprio alle voci narranti, è la differenza praticamente nulla nei modi di esprimersi dei singoli personaggi. Tutti sembrano usare lo stesso modo di parlare, le stesse parole, lo stesso tipo di frasi e, se non fosse specificato ad inizio capitolo, sarebbe difficile capire chi sia il narratore. 

Nonostante questa aura di “buonismo” un po’ eccessiva e questi piccoli problemi, ritengo che Wonder sia un libro piacevole, consigliatissimo a ragazzini e adolescenti. Per gli adulti credo sia una buona lettura, una narrazione che permette di ricordare che la diversità può essere fonte di arricchimento e di meraviglia, non di paura e odio. 

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